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Patrimoniale sugli immobili detenuti all’estero

da / Thursday, 07 June 2012 / Pubblicato in Blog

Patrimoniale su Immobili all'esteroNon solo Imu! Tra le innumerevoli novità fiscali degli ultimi tempi una delle più interessanti è sicuramente l’imposta sugli immobili situati all’estero.

Questa nuova imposta decorre dal 2011 e ha ad oggetto ogni immobile situato all’estero e destinato a qualsiasi uso (a disposizione o affittato) i cui proprietari o titolari di qualsiasi altro diritto sugli stessi sono persone fisiche residenti in Italia. L’aliquota ordinaria di questa nuova imposta è dello 0,76% mentre l’aliquota ridotta dello 0,40% è applicabile soltanto per quei soggetti che lavorano all’estero per lo Stato italiano o per organizzazioni internazionali riconosciute proprietari di un immobile “prima casa” (scontando altresì le stesse detrazioni previste per l’Imu “prima casa”) .

La base imponibile su cui applicare l’aliquota viene determinata ricorrendo al valore dell’immobile, desumibile dal costo di acquisto oppure, in assenza, dal valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile. In assenza di un costo storico riferibile all’immobile, per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla UE oppure in Paesi appartenenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore è quello utilizzato nel Paese estero ai fini dell’assolvimento di imposte sul patrimonio o sui trasferimenti. In caso di immobili situati in altri Paesi esteri e in assenza di un costo di acquisto, è preferibile ricorrere ad una perizia estimativa dell’immobile per evitare di ricorrere al concetto di valore di mercato il quale, da un punto di vista fiscale, è eccessivamente vago e incerto. L’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso; il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno 15 giorni è considerato per intero.

Il versamento si effettua contestualmente con il saldo delle imposte sui redditi (giugno) detraendo, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile. Ulteriore adempimento, oltre al consueto quadro RW, è la compilazione della nuova sezione XVI del quadro RM della dichiarazione dei redditi.
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Vediamo un esempio:

Il Sig. Verdi possiede un immobile situato in Spagna utilizzato per le vacanze (a disposizione), acquistato nel 2010 al prezzo di Euro 300.000 (valore preso dal rogito di acquisto) sul quale non vi è alcuna tassazione all’estero. L’imposta sarà pari a € 300.000 X 0,76%= € 2.280.

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Autore: Fabio Pauselli
Commercialista e Fiscalisita esperto in materia di investimenti

Un commento to “Patrimoniale sugli immobili detenuti all’estero”

  1. indidream says : Reply

    Ciao,
    in Italia c’è una tassa per tutto. Oltre le tasse bisogna investire in consulenti preparati, che gestiscono fiscalmente questa parte. Vi chiedo, non è meglio cambiare cittadinanza?
    Quale stato Europeo (anche non CEE)agevola o aiuta alle persone che vogliono intraprendere un qualsiasi percorso imprenditoriale o di investimento?

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